Commercialista sportivo: agevolazioni fiscalità dello sport e lavoro sportivo

Il tema del commercialista sportivo è un tema ampio, pieno di sfumature tecniche e facilmente soggetto a divagazioni. Al tempo stesso, però, le sfide mi sono sempre piaciute: fanno parte del DNA professionale di tutto il team di Selvi&Associati. Così, mi sono messo al lavoro per raccontare in modo chiaro cosa significhi veramente occuparsi di fiscalità dello sport e di lavoro sportivo.

In un settore in profonda trasformazione, infatti, la figura del commercialista sportivo ha assunto un ruolo strategico, soprattutto dopo la riforma del comparto sportivo dilettantistico. La riforma coinvolge tre mondi strettamente connessi: la fiscalità, l’organizzazione interna delle associazioni e società sportive, e infine il nuovo lavoro sportivo

L’offerta di servizi fiscali rivolti alle ASD e SSDRL

In primo luogo, bisogna affermare che nella nostra esperienza quotidiana ci rivolgiamo al Presidente, all’amministratore unico e alla segreteria amministrativa di palestre, circoli sportivi e impianti sportivi che cercano un supporto efficiente. Il comparto sportivo dilettantistico è in continua crescita e richiede competenze sempre più specifiche.

Oggi, oltre all’Ordine professionale dei commercialisti, ai tributaristi della CCIAA e alle associazioni di categoria, anche enti di promozione sportiva e federazioni si propongono come “consulenti” per le realtà sportive dilettantistiche. Tutti possono offrire informazioni sulle modalità di gestione degli adempimenti fiscali, ormai scadenze mensili fisse, ma questo non significa che tutti possiedano le competenze necessarie per orientare adeguatamente un’ASD o una SSD. E infatti, secondo noi, non è così.

Chi è il commercialista sportivo?

Il commercialista sportivo è un consulente aziendale e fiscale dedicato in modo specifico alle realtà sportive dilettantistiche. Qualunque sia la sua appartenenza istituzionale, indipendente o parte di una struttura societaria, deve possedere tre capacità fondamentali:

  • una profonda conoscenza dello sport, magari maturata attraverso la pratica agonistica, per tradurre correttamente gli input di dirigenti, istruttori, allenatori, sportivi agonisti e amatoriali;
  • una preparazione solida in materia fiscale, civile e societaria;
  • una preparazione in materia di marketing, comunicazione e valorizzazione dell’immagine, o almeno una sensibilità in merito.

Che regime fiscale ha una ASD?

La fiscalità dello sport è un tema tanto interessante quanto complesso. Preferisco partire dal risultato finale, per risalire poi alla base della gestione delle associazioni e società sportive dilettantistiche che vogliono godere delle agevolazioni fiscali previste.

Le principali agevolazioni si riassumono in:

  • Imposta sul Reddito delle Società (IRES) allo 0,72% del volume d’affari (24% del 3%);
  • IVA sulle vendite all’11%, con indetraibilità dell’IVA sugli acquisti: a ogni scadenza periodica si versa il 50% del 22% incassato tramite scontrini o fatture.

Ancora oggi il comparto sportivo dilettantistico si fonda sulle agevolazioni introdotte dalla L. 398/91, come modificata e integrata dall’art. 90 L. 289/02 e dai recenti D.Lgs. 36-37-38-39/2021, insieme alle leggi e circolari ministeriali successive.

Per mantenere il regime agevolato è fondamentale:

  • l’iscrizione al Registro delle Associazioni e Società Sportive Dilettantistiche (RAS);
  • lo svolgimento di attività sportiva agonistica e amatoriale, didattica e formativa;
  • un volume di affari commerciale inferiore ai 400.000 euro;
  • la consapevolezza che le sponsorizzazioni entro i 200.000 euro costituiscono spesa di pubblicità deducibile dal reddito complessivo.

Inoltre, a questo si aggiungono ulteriori adempimenti:

  • nomina e gestione del Safeguarder;
  • aggiornamento annuale dei dati nel RAS;
  • gestione democratica delle assemblee e aggiornamento del libro soci;
  • proporzionalità degli incassi istituzionali rispetto alle attività svolte.

E ancora, alla base dell’intero sistema devono esserci:

  • uno statuto societario adeguato;
  • un regolamento di gestione interna.

Come funziona il contratto di collaborazione sportiva?

Una delle principali novità introdotte dai decreti legislativi del 2021, la cosiddetta Riforma dello Sport, è il nuovo concetto di lavoro sportivo, operativo dal 1° luglio 2023.

Ai fini della nostra trattazione, le figure coinvolte sono:

  • il volontario;
  • il dipendente amministrativo;
  • l’istruttore/allenatore con contratto di lavoro sportivo, in tre forme: collaboratore coordinato e continuativo, dipendente, titolare di partita IVA autonoma;
  • gli operai addetti alla manutenzione (giardiniere, custode, ecc.);
  • lo sportivo dilettante senza remunerazione;
  • lo sportivo dilettante con contratto di lavoro sportivo, in due forme: collaboratore coordinato e continuativo, dipendente.

Come gestire fiscalmente una ASD?

Dalla lista appena tracciata, anche se in modo sintetico, è possibile intuire quanto sia importante affidarsi a interlocutori in possesso di una conoscenza reale e professionale nella gestione delle associazioni e società sportive dilettantistiche.

È altrettanto chiaro come i tre mondi che abbiamo tratteggiato siano tra loro profondamente connessi.

Vuoi sapere, più nel dettaglio, come gestire fiscalmente una ASD? Contattaci.

Continua a seguirci per i prossimi aggiornamenti!

Gianluca Selvi

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