Il comparto sportivo italiano ha vissuto una crescita straordinaria a doppia cifra negli ultimi dieci anni. Per chi gestisce un’Associazione o Società Sportiva Dilettantistica, comprendere come funzionano i compensi sportivi dilettantistici è oggi una priorità assoluta: la complessità normativa introdotta nell’ultimo triennio ha trasformato radicalmente il modo in cui ASD e SSD devono gestire la propria governance amministrativa, fiscale e del personale. La corretta gestione dei compensi sportivi dilettantistici non è più una questione di buona volontà, ma di struttura organizzativa.
La storica figura dei “compensi sportivi” intesi come redditi diversi (i vecchi articoli 67 e 69 del TUIR) è definitivamente tramontata per fare spazio alla nuova disciplina del lavoro sportivo (D.Lgs. 36/2021). Oggi, trasformare la passione in un’organizzazione trasparente e sostenibile richiede un approccio strettamente imprenditoriale. In questo articolo faremo chiarezza sulle soglie di esenzione, sulla doppia base imponibile Fisco-INPS, sulle novità della Certificazione Unica (CU) 2026 e sulle ultimissime disposizioni in materia di premi sportivi.
Chi sono i lavoratori sportivi dilettantistici? L’inquadramento contrattuale
La Riforma ha superato la frammentarietà del passato riconoscendo legalmente chi opera nel comparto. Un rapporto di lavoro nel settore dilettantistico può assumere diverse forme contrattuali:
- Lavoro subordinato: tipico dei rapporti a tempo pieno o con vincoli di orario rigidi.
- Lavoro autonomo: con o senza Partita IVA (prestazioni occasionali).
- Collaborazione Coordinata e Continuativa (Co.Co.Co.) sportiva: rappresenta la formula flessibile più utilizzata per istruttori, tecnici e amministrativi.
È fondamentale distinguere il lavoratore dal volontario. Quest’ultimo non può percepire alcun tipo di compenso, indennità oraria o diaria, ma ha diritto esclusivamente a rimborsi spese analitici preventivamente documentati, pena la riqualificazione dell’intero rapporto in lavoro subordinato.
Come si calcolano i compensi sportivi dilettantistici? La doppia soglia agevolativa
I compensi sportivi dilettantistici si calcolano innanzitutto gestendo uno dei nodi più complessi riscontrati nella prassi quotidiana, ossia il disallineamento tra la soglia previdenziale (INPS) e la soglia fiscale (IRPEF). Un errore di calcolo in questa fase espone l’ente a pesanti sanzioni e a rischi reputazionali. Vediamo nel dettaglio come funzionano i limiti per il periodo d’imposta in corso.
1. La Soglia Contributiva INPS: 5.000 Euro
Per i lavoratori sportivi dilettantistici (in particolare i co.co.co. e gli autonomi occasionali), i contributi alla Gestione Separata INPS si applicano solo sulla quota di compenso eccedente i 5.000 euro annui.
- Fino a 5.000 euro: esenzione totale previdenziale.
- Oltre i 5.000 euro: scatta l’obbligo contributivo sull’eccedenza. L’aliquota ordinaria per il 2026 si attesta intorno al 25% (ridotta al 24% se il soggetto è già iscritto ad un’altra forma di previdenza obbligatoria o è pensionato).
Nota di vantaggio competitivo: per il settore dilettantistico, la legge prevede che fino al 31 dicembre 2027 la base imponibile previdenziale sia ridotta al 50%. I contributi sono ripartiti per 2/3 a carico dell’ente datore di lavoro e per 1/3 a carico del collaboratore.
2. La Soglia di Esenzione Fiscale: 15.000 Euro
Il pilastro del regime agevolato sul piano fiscale è fissato a 15.000 euro annui complessivi per singolo percipiente.
- Fino a 15.000 euro: i compensi sono totalmente esenti da IRPEF e dalle addizionali regionali e comunali. Su queste somme l’associazione non opera alcuna ritenuta alla fonte.
- Oltre i 15.000 euro: la parte eccedente concorre integralmente alla formazione del reddito complessivo e viene tassata con le aliquote IRPEF progressive ordinarie (a scaglioni dal 23% al 43%). In questo caso, l’ASD o SSD agisce come sostituto d’imposta, trattenendo e versando le ritenute dovute tramite modello F24.
Un esempio pratico di calcolo
Un istruttore sportivo dilettantistico percepisce un compenso annuo complessivo di 12.000 euro.
- Sul piano fiscale (IRPEF): non paga nulla, poiché l’importo è inferiore alla franchigia di 15.000 euro.
- Sul piano previdenziale (INPS): la franchigia esente è di 5.000 euro. L’imponibile previdenziale sarà pari a 7.000 euro (12.000 – 5.000). Grazie all’agevolazione transitoria, l’aliquota (es. 25%) si calcolerà solo sul 50% di tale eccedenza, ossia su una base imponibile netta di 3.500 euro.
Lavoratori sportivi e Regime Forfettario: le novità del Modello Redditi 2026
Una delle novità operative più rilevanti, chiarita definitivamente dall’Agenzia delle Entrate e implementata nella modulistica fiscale del Modello Redditi 2026, riguarda l’incrocio tra la Riforma dello Sport e i contribuenti in Regime Forfettario.
All’interno del quadro LM fa il suo esordio il codice “2”. La regola prevede che i compensi percepiti come sportivo dilettantistico fino a 15.000 euro non costituiscano reddito ai fini del calcolo dell’imposta sostitutiva (5% o 15%), ma attenzione: rilevano integralmente per la verifica del tetto dei ricavi complessivi (pari a 85.000 euro). Sgarrare nel monitoraggio di questi cumuli può comportare la fuoriuscita involontaria dal regime di vantaggio fiscale dall’anno successivo.
Come sono tassati i premi sportivi? Il punto sulle ultime modifiche (D.L. 38/2026)
La tassazione sui premi riconosciuti agli atleti e ai tecnici per i risultati ottenuti nelle competizioni dilettantistiche ha subito continui mutamenti. Dopo la parentesi del 2025, che aveva visto l’applicazione rigida di una ritenuta alla fonte a titolo d’imposta del 20% su qualsiasi importo, il Decreto-Legge 27 marzo 2026, n. 38 è intervenuto ripristinando una parziale agevolazione:
Viene introdotta un’esenzione totale dalla ritenuta del 20% per i premi erogati fino al 31 dicembre 2026, a condizione che l’ammontare complessivo delle somme attribuite dal singolo sostituto d’imposta al medesimo percipiente non superi i 300 euro annui.
Se il premio supera la soglia di 300 euro, l’intera somma (e non solo l’eccedenza) viene assoggettata alla ritenuta alla fonte del 20%.
Obblighi di Monitoraggio e Certificazione Unica 2026
Per garantire una compliance normativa al 100% ed evitare sanzioni ordinarie e accertamenti, dirigenti e amministratori sportivi devono adottare procedure interne standardizzate.
- Autocertificazione del collaboratore: all’atto della firma del contratto, il lavoratore ha l’obbligo di dichiarare se intrattiene altri rapporti di collaborazione con enti sportivi, per consentire il corretto monitoraggio delle franchigie dei 5.000 e dei 15.000 euro che sono personali e cumulative.
- Allineamento dei flussi informativi: ogni compenso erogato deve trovare perfetto allineamento nei modelli F24 versati, nei flussi previdenziali inviati tramite il Registro delle Attività Sportive Dilettantistiche (RAS) o i canali dedicati, e nella successiva Certificazione Unica (CU).
La Certificazione Unica 2026 per i lavoratori sportivi introduce alcune specificità operative che le ASD e SSD devono presidiare con attenzione. Per i co.co.co. sportivi che abbiano superato la soglia dei 15.000 euro, la CU deve riportare correttamente la parte di compenso esente e quella imponibile, con i codici reddito specifici previsti per il lavoro sportivo dilettantistico. Un errore nella compilazione dei campi della CU può generare disallineamenti con i dati precaricati nell’Agenzia delle Entrate e, conseguentemente, comunicazioni di irregolarità al collaboratore. È quindi essenziale che chi predispone le CU in associazione sia aggiornato sulle istruzioni ministeriali pubblicate annualmente.
Verso una gestione professionale dello sport
I tempi in cui la gestione amministrativa di una realtà sportiva poteva essere affidata alla sola buona volontà dei volontari sono finiti. Oggi un’ASD o una SSD deve essere gestita con la stessa precisione chirurgica e strategica di un’azienda, tutelando in primis il patrimonio personale dei soci e dei dirigenti.
Massimizzare i benefici straordinari che la legge riserva allo sport dilettantistico, minimizzando al contempo il rischio di pesanti contestazioni fiscali, è l’unica strada per garantire stabilità e crescita nel lungo periodo.
La tua associazione è pronta ad affrontare i controlli e ad applicare correttamente le nuove tutele contrattuali? Il dipartimento di Sport Management di Selvi & Associati accompagna presidenti e dirigenti nell’attività quotidiana, occupandosi dell’ottimizzazione fiscale, della contrattualistica lavoristica e della totale compliance normativa.
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